Hard disk vs SSD SATA vs SSD NVMe: differenze e qual è il migliore

Che stiate acquistando un nuovo laptop, desktop, unità esterna o persino costruendo il vostro PC pezzo per pezzo, vi si porrà avanti sempre una scelta: SSD o hard disk? Entrambe le tecnologie possono archiviare i vostri file e software, ma ognuna ha i propri pro e contro.

In generale, consigliamo un SSD a chi è alla ricerca di prestazioni migliori e un HDD a chi vuole mantenere un rapporto tra capacità ed esborso contenuto. Ci sono però molte altre differenze tra queste due tecnologie che potrebbero influire sulla vostra esperienza e decisione di acquisto. In questo articolo cercheremo, tramite anche alcuni test, di mostrarvi che differenze ci sono tra un prodotto e l’altro.

Principali differenze:

Per chi non vuole approfondire, ecco in breve il riassunto delle principali differenze:

  • Gli SSD sono più veloci degli HDD: un SSD carica i dati più velocemente di un HDD.
  • Gli SSD hanno meno probabilità di rompersi rispetto agli HDD: gli HDD sono composti da parti meccaniche in movimento, gli SSD di chip in silicio.
  • Gli SSD sono più silenziosi dei dischi rigidi: un PC con un disco rigido è più rumoroso di un SSD e potrebbe persino inviare vibrazioni su tutta la scrivania se lo si usa come soluzione esterna.
  • Gli HDD sono più economici degli SSD: il prezzo per gigabyte (GB) di un HDD è decisamente più basso di un SSD. Quindi, se il budget o avere una maggiore quantità di spazio di archiviazione è la vostra principale preoccupazione, vale la pena considerare la possibilità di acquistare un HDD.
  • Nei laptop, un SSD può prolungare la durata della batteria: in media, si parla di 45 minuti in più rispetto ai modelli dotati di HDD.

Prestazioni

Gli SSD offrono prestazioni migliori degli HDD grazie al fatto che, a differenza di quest’ultimi, non si affidano a parti meccaniche in movimento. Ciò significa che l’apertura dei dati è più veloce, portando così a benefici in termini prestazionali nell’uso dei software.

Poiché gli HDD usano parti meccaniche per leggere e scrivere i dati, c’è molta latenza (tempo trascorso tra quando i dati vengono richiesti e quando vengono consegnati). Questa latenza è principalmente causata da due fattori: la velocità alla quale ruotano i piatti e il tempo impiegato dalla testina di lettura o scrittura per cercare fisicamente l’area corretta dei piatti da cui leggere o su cui scrivere i dati.

Gli SSD, che per svolgere queste operazioni non richiedono parti in movimento, possono leggere e scrivere dati con pochissima latenza. Non devono cercare fisicamente i dati di lettura o scrittura e le loro celle possono essere lette e scritte a velocità molto più elevate. Ciò si traduce in un significativo vantaggio prestazionale.

In termini di IOPS (operazioni di input/output al secondo), la maggior parte degli HDD consumer è in grado di gestire al massimo circa 300-1000 operazioni al secondo, mentre gli SSD sono in grado di gestire fino a 500.000 IOPS.

La capacità degli SSD di rispondere alle richieste così rapidamente implica che, durante il funzionamento, non accumulino molti input/output in sospeso, il che significa che operano a profondità di coda mediamente inferiori (QD) rispetto a un HDD e soprattutto con una latenza inferiore. Ad esempio, durante un aggiornamento di Windows, l’HDD può creare una QD di 12-16, mentre gli SSD in genere funzionano a una QD di 1-2 o 4-8 se sottoposti a carichi di lavoro consumer/prosumer pesanti.

Forse è cosa in molti sottovalutano, o di cui non sono proprio a conoscenza, ma le dimensioni svolgono anche un ruolo importante per le prestazioni di HDD e SSD. Gli HDD sono disponibili in due fattori di forma: 2,5 e 3,5 pollici. Più grande, più veloce, ma anche più pesante. Un HDD da 3,5 pollici può arrivare a pesare anche 720 grammi, mentre un HDD da 2,5 pollici si ferma a 115 grammi. Questo è qualcosa da considerare, soprattutto se acquistate un portatile o un PC desktop (per gli HDD da 3,5”) che potreste voler spostare.

Al contrario, gli SSD diventano sempre più veloci man mano che diventano fisicamente più piccoli – ciò però non si deve alla dimensione in sé, quanto al protocollo (NVMe) usato e l’interfaccia. Se prendiamo in considerazione gli SSD SATA da 2,5 pollici (i più diffusi) pesano circa tra i 45 e 60 grammi. Gli ultimi SSD M.2 invece, che sono più piccoli e hanno la forma di un pacchetto di cicche, pesano tra 6 e 9 grammi. Ancora una volta, vale la pena prendere in considerazione anche queste caratteristiche, soprattutto se siete alla ricerca di un laptop leggero.

Come funzionano SSD e HDD? 

Come già detto più volte, gli HDD sono dispositivi meccanici composti da una varietà di componenti e materiali, tra cui più parti mobili. Al centro di un HDD ci sono piatti magnetizzati che ruotano a migliaia di RPM (giri al minuto). Questi piatti sono ciò che effettivamente salva i nostri dati.

Per leggere e scrivere i dati, è presente un braccio attuatore collegato alle testine di lettura e scrittura che si muovono appena sopra o sotto le superfici dei piatti che leggono o modificano il magnetismo di ogni settore. Ancora una volta, tutti questi pezzi in movimento sono ciò che rende effettivamente gli HDD molto più delicati degli SSD.

Un SSD, invece, è composto da parti non mobili. Possiamo dire che un SSD non è altro che un mucchio di dispositivi SMD (surface mount device), e nello specifico è composto da resistori, condensatori, dal controller, da celle di memoria NAND flash e, spesso, DRAM. In un SSD i dati non vengono archiviati su dei dischi che ruotano, i dati in un SSD “vivono” su chip NAND flash composti da migliaia di piccole celle in grado di contenere gli elettroni che vengono registrati come 1 e 0.

Conclusioni

Gli SSD sono ormai diventati la soluzione di storage più comune per chi cerca un’unità di avvio o prestazioni elevate con i propri software. Quindi, se quello che cercate è la velocità, è inutile prendere in considerazione un HDD. Gli HDD hanno solo un campo in cui risultano vincenti, al momento: il prezzo per gigabyte. Proprio per questo molti content creator e altri professionisti, per via dei molti dati che devono archiviare, continuano ad usare gli HDD, più convenienti. Anche i giocatori beneficiano di questo aspetto.

Al giorno d’oggi la maggior parte dei giochi ha ormai superato i 50 GB e sono sempre di più quelli che raggiungono e superano i 100 GB. Per quelli che hanno a che fare con connessioni internet a velocità limitata o addirittura con piani dati, scaricare più aggiornamenti da svariati gigabyte o un nuovo gioco può diventare una vera e propria seccatura, figuriamoci scaricare di nuovo una grande libreria di titoli. Un HDD, con le sue grandi possibilità di archiviazione, può quindi rappresentare una soluzione.

Quindi, tirando le somme: se state sondando il mercato alla ricerca di un nuovo dispositivo di archiviazione, per aggiornare il vostro sistema oppure perché ne state costruendo uno da zero, assicuratevi di valutare attentamente le opzioni disponibili. Che sia un SSD o un HDD, il vostro sistema non può farne a meno, entrambi hanno i loro pro e contro, ma ognuno ha i propri “casi d’uso”.

Come abbiamo visto però, gli HDD ne escono sconfitti nella quai totalità degli scenari. Dunque, se siete tra i pochi a non essere ancora saltati sul carrozzone degli SSD, almeno per l’uso del vostro sistema operativo, allora è giunto il momento di fare il salto. Solo un pazzo non lo farebbe.

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